a man sitting in front of the computer while working
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La guerra dei linguaggi di programmazione

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Photo by Mikhail Nilov on Pexels.com

I puristi del genere combattono una guerra senza vincitori reali, ma vale la pena dare un’occhiata alla classifica e farsi un’idea.

Se veramente esiste ne sono consapevoli solo una nicchia di persone che ne fanno uso giornalmente per lavoro oppure per passione. 

Esiste una vera classifica sui linguaggi di programmazione, qualcuno magari alzerà gli occhi al cielo sussurrando frasi del tipo: “cose da nerd”. Non è del tutto così perché molti di questi possono aprire nuovi scenari lavorativi e consolidarne altri.

 Zdnet ha aperto un vero e proprio filone sull’argomento arrivando a stilare una sorta di top ten. In questa classifica troviamo il sempre verde C++, gli inossidabili Java e Php e la nuova (si fa per dire) proposta di Python. L’elenco li distribuisce perfettamente catalogandone pregi e difetti. 

Il ritorno di C++.  La società di test software Tiobe ha scelto C++ come il re indiscusso tra i linguaggi di programmazione del 2022. Nonostante sia al terzo posto nell’indice di gennaio 2023 della stessa, la popolarità di C++ è aumentata rispetto a tutti gli altri lo scorso anno del 4,26%. Scorrendo la classifica troviamo al secondo posto C cresciuto per popolarità del 3,82% e Python con un incremento del 2,78 %, Java ora è quarto con una crescita stimata intorno all’1,55%. 

Ovviamente prendiamo queste classifiche per quelle che sono e non dimentichiamo che C++ è utilizzato per creare Chrome, inoltre è alla base del progetto open source Android. Non mi sembra poco. 

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