person mixing dough
Photo by Life Of Pix on Pexels.com

Maneggiare gli strumenti del marketing dell’internet è un affare scivoloso, un po’ come lavorare una pagnotta di grano saraceno

L’estate é quel periodo dell’anno durante il quale hai l’idea persistente di non saper fare nulla e di aver sbagliato mestiere. 

È un periodo abbastanza denso per me, l’insofferenza al caldo e all’afa rendono il cervello un pantano di idee inutili e di rimpianti del tipo: se avessi fatto così, se avessi preso quella decisione. 

Nulla di tutto questo aiuta per il semplice motivo che di buone intenzioni è lastricata la strada per l’inferno, quello personale e quotidiano in particolare. Non vuole essere un post da piagnisteo, assolutamente no, però mi rendo conto quanto sia difficile lavorare in proprio in un paese che non lo incentiva.  

Non voglio farmi una vacanza, vivo in un posto da vacanza con i suoi pregi e difetti, solo che si tirano le somme e a volte i conti tornano poco. 

Una redenzione. In questi mesi ho studiato molte ricette a causa del mio problema con il glutine. Ho guardato come imparare a fare la pasta, il pane, la pizza, dolci e marmellate varie. 

Ho buttato tanta roba, lo devo ammettere. Guardando i video di Csaba Della Zorza ho scoperto che anche lei ha seguito il medesimo percorso, in più occasioni ha ammesso di aver buttato della roba perché venuta male o immangiabile. 

Oggi dopo mesi di prove sono riuscita parzialmente a domare la farina di grano saraceno, chi maneggia farine senza glutine sa di cosa parlo, ottenendo un risultato oltre che buono anche bello da vedere. 

Mi sono ricordata del perché faccio questo mestiere, per sperimentare. Non ci s’improvvisa a fare il fornaio o la pastaia e qualunque mestiere ha bisogno di tempo e pazienza, soprattutto, e il fallimento fa parte del gioco.  Continuiamo a impastare.          

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.