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Prendendo a prestito una frase cara ad Apple, il prossimo potrebbe essere il post migliore di sempre. Ma serviva veramente?

Ci stiamo distruggendo quando pensiamo che la nostra giornata debba essere scandita da una serie di post geniali a favore di popolo social. Il più delle volte non abbiamo niente da dire e si vede. Questa legge assurda è valida quanto quella dei 300 caratteri per un perfetto post SEO, ha la stessa efficacia di un beverone dimagrante che troviamo generalmente sponsorizzato su Instagram.

Se l’algoritmo ci vuole giornalmente attivi, anzi ogni ora, ha le sue ragioni. Il risultato è che alla fine siamo sommersi di messaggi inutili e di banalità e spicca solo chi parla o posta poco.

Non a caso Beyoncé lo fa una volta al mese conservando milioni di seguaci. Anche sulla questione numeri si potrebbe discutere a lungo, dopo circa dieci anni di ubriacatura social siamo arrivati alla conclusione che 15000 follower non fanno primavera. Questo gruppo di persone, più o meno esteso, non ti garantiscono nulla. A volte fanno solo numero oppure stanno li per guardare svogliatamente il cellulare mentre sono in bagno, fanno la fila o semplicemente sono affetti da una dipendenza da internet che oggi viene curata nei Sert del Servizio Sanitario Nazionale.

Tornano a spiccare i blog o le newsletter con argomenti articolati? È probabile, sicuramente si tornano ad apprezzare gli argomenti sviluppati con una certa attenzione che richiedono un impegno e quindi anche un pagamento che non sia semplice scambio merce o advertising.                                                                                                                                                                                                         

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