closeup photography of iphone and earpods
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Si lavora come in ufficio oppure è una favola nata durante la pandemia? Dyson è convinto che sia una perdita di tempo

Sono due le notizie  a cui mi sono interessata di più in questa settimana. Ma prima voglio raccontare come sta andando il mio faticoso viaggio nell’open source. Combatto con alcuni settaggi di Manjaro, nulla di grave, il mio focus si sta gradualmente spostando, così come il mio interesse, verso ambienti sempre più da smanettoni ossia di coloro che passano del tempo sulla rete per trovare soluzioni. Complice questa scelta open ho diminuito gli ambienti sociali che frequentavo. Solo ora ho contezza di alcuni aspetti di questi mondi, una scelta che mi ha consentito di non avere eccessive distrazioni e cadere nella trappola degli acquisti inutili, soprattutto nel periodo natalizio. Passiamo alle notizie di cui sopra.

  • Dyson, quello delle aspira polveri, dice che il lavoro da casa non vale. Ha ragione? Alla vigilia di una nuova ondata di Covid lo ribadisce, è un metodo che utilizzava solo quando non poteva permettersi del personale o un ufficio, quando era povero. È convinto che i dipendenti debbano parlare tra loro per avere idee migliori e produrre di più. Siamo sicuri che le idee migliori arrivino quando si parla tra colleghi? Ho un ricordo vago ma quello che avveniva non era sicuramente produttività mal celata.
  • Kamala Harris, scrive Politico e The Guardian, odia il bluetooth in maniera quasi paranoica. Per parlare o ascoltare qualsiasi cosa dallo smartphone utilizza degli auricolari cablati, delle semplici cuffiette con il filo come tutti noi un po’ boomer. La vice presidente lo fa per una questione di sicurezza, gli esperti ritengono il segnale bluetooth aperto sia una porta spalancata per accedere allo smartphone senza barriere. Noi, al contrario, non lo usiamo per pigrizia.  

Ci risentiamo nel 2022!

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