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Google ha stilato una lista per creare e gestire al meglio l’apertura di un e commerce, al suo interno una guida per la realizzazione 

Google ha pubblicato una guida avanzata con le migliori pratiche da utilizzare per il commercio elettronico. Perciò, se intendi aprire un nuovo sito e vendere online il colosso della ricerca ti viene incontro per farlo al meglio.

Ci sono sette pagine che si concentrano sui seguenti argomenti:

  1. Dove possono essere visualizzati i contenuti dell’e-commerce su Google
  2. Condividi i tuoi dati di prodotto con Google
  3. Includi dati strutturati rilevanti per l’e-commerce
  4. Come lanciare un nuovo sito di e-commerce
  5. Progettare una struttura URL per siti di e-commerce
  6. Aiuta Google a comprendere la struttura del tuo sito di e-commerce
  7. Impaginazione, caricamento della pagina e loro impatto su Ricerca Google

Oltre alla tradizionale e canonica ricerca ti invita a puntare sulle altre piattaforme della sua galassia ad esempio:

  1. Google Immagini
  2. Google Lens
  3. Scheda Google Shopping
  4. Google My Business
  5. Google Maps

che a questo punto sono diventate fondamentali per avere una totale copertura.  

Come lanciare un nuovo sito E commerce

In questa pagina puoi scoprire come lanciare strategicamente un nuovo sito di e-commerce e capire i tempi e i modi. Per approfondire l’argomento ti lascio anche la pagina di supporto dove è possibile vedere con precisione cosa è possibile fare.

Facebook vs Apple

Nelle ultime settimane la guerra tra i due colossi del web si è fatta sentire. Dopo  le dichiarazioni di Menlo Park, Apple starebbe danneggiando fortemente i suoi introiti pubblicitari con le nuove regole sulla privacy sui suoi device, è corsa ai ripari.

Sta implementando le attività per i creatori di contenuti nella parte relativa al business accelerando di fatto con l’integrazione tra le varie piattaforme di sue proprietà (Instagram, Whatsapp e Facebook). Vedremo cosa succederà.

Le polemiche di questi giorni non si sono placate, anzi continuano a tirare in ballo i metodi di raccolta dati e sulla presunta tossicità di alcuni ambienti sociali per gli adolescenti. A finire sotto accusa è Instagram. Il resto è cronaca dei nostri giorni.

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