Il social marketing per Seth Godin potrebbe essere sul viale del tramonto. Di certo qualche danno, soprattutto alla privacy, lo ha provocato.

Vedo gente molto tranquilla e questo mi da delle sensazioni contrastanti. Probabilmente sono tutti quelli che non hanno avuto problemi con quel colabrodo che è Facebook. A questo punto mi sono chiesta a cosa servisse averlo ancora, non mi sono data una risposta plausibile e sono corsa ai ripari. In realtà non mi serve gran che, il suo modello di marketing non mi attrae e non fa parte del mio modo di vivere. Ho staccato, ho tolto la sua presenza assidua nella mia vita spostando le pagine che aggiorno su un banale account creato con una banalissima mail a supporto. Questa esperienza è la continuazione del post precedente, quando ho capito la portata del danno fatto da Facebook.

Quando ho realizzato mi sono chiesta, visto che praticamente tutta Italia era caduta in questa strana trama dalle sfumature grottesche, mi serve? No, in realtà no. Posso tranquillamente vivere anche senza sapere se la zia ha festeggiato il compleanno oppure visualizzare le tragiche foto degli assembramenti al mare che tra qualche settimana vedremo riproposte in diverse salse latitudinali. Sul piatto il peso è passato sui contro. La comare Lucia che laurea il nipote e tutto il resto di cose di cui, prima di questo affollato decennio, non mi fregava nulla possono ritornare tranquillamente nel dimenticatoio. 

Un modello di marketing succhia dati ormai superato, non voglio accusare ma ripeto e sottoscrivo quello che qualcuno, sicuramente migliore di me (Seth Godin), ha ribadito un mesto fa. Bisogna veramente infastidire le persone per fare marketing? Non lo credo assolutamente. Se la telefonata a freddo del call center di turno mi fa arrabbiare figurarsi l’algoritmo che mi consiglia cose.  

Instagram per bambini

Poi si arriva a progettare un Instagram per bambini. Lo dice la BBC che riporta la preoccupazione degli esperti del settore sui danni che potrebbe provocare. Rileggi qualche vecchia intervista e i guru tech assicurano che no, i loro bambini non usano i device elettronici. Bene.