Il cloud è diventato parte integrante della quotidianità, ma quanto è affidabile?

All’improvviso mi ritrovo senza uno straccio di collegamento a internet. Niente sullo smartphone e nulla sul computer. Torno a fare i conti con la non modernità. Sono andata fisicamente da un vicino a chiedere, di questi tempi non è il massimo, anche loro con lo smartphone isolato. Iliad e WindTre completamente saltate come la fibra di Tim. Come faccio a lavorare? Ho tutto sul cloud. Ho sempre pensato di farlo ma ormai lo avevo dato per scontato, dovevo salvare in locale e invece ho sempre preferito il cloud per una questione di comodità ma ora ho, come minimo, mezza giornata buttata se non risolvono il guasto.  Cosa faccio? Mi sono sentita come quei ragazzi a cui ho fatto un breve corso un anno fa. Una quinta elementare composta da dei piccoli negazionisti convinti della non eisitenza del mondo prima di internet. Prima, sì. Quando ogni tanto salvavi tutto su dei cd per liberare la memoria dei computer.

 In giornate rare come queste però ti trovi completamente spaesata perché lontana dalle abitudini che sono entrate a far parte delle quotidianità.

Come vivere senza nulla

Sembra banale ma la prima cosa che noti è il silenzio, niente trilli o distrazioni. Come nella regina degli scacchi ti trovi a pensare sulle mosse da fare in futuro per rendere migliore il tuo lavoro giornaliero. Che fai? Rifletti. Non hai il continuo vociare dei social a distrarti e nemmeno quello delle notifiche. Intanto anche il telefono è isolato, il guaio deve essere veramente serio. L’istinto è di trovare una linea che mi riporti almeno le pagine web sulla quali stavo lavorando, a trovarla. Ok, allora compro un libro. Accidenti e come?? Internet ha colonizzato la nostra mente e le nostre abitudini.

Ore 14. È tornata la linea e posso lavorare.

Windows10 e Big Sur

Intanto ho aggiornato a Big Sur il mio Mac. Al momento quello che noto è la nuova veste grafica. Non so, la mia disaffezione per la politica di marketing spinto che sta facendo Apple continua a strami stretta. Ho deciso di dividere il mio hard disk in due partizioni uguali, in una Windows 10 e nell’altra Big Sure. Non ho notato alcun riscaldamento o problema, in chip Intel si comporta alla stessa maniera. Il paradosso è che potrebbe andare meglio su macchine Apple. Se guardo YouTube o ascolto i podcast percepisco tanto entusiasmo intorno a questo nuovo M1 di Apple, la domanda che mi faccio è: nessuno ha notato che i nuovi Mac hanno uno spazio di archiviazione ridicolo?    

 Intanto scrive l’AP che gli attivisti europei per la privacy hanno presentato reclami contro Apple per il suo utilizzo di software per tracciare il comportamento degli utenti di iPhone.

Il gruppo con sede a Vienna NOYB – abbreviazione di “nessuno dei tuoi affari” – ha detto lunedì di aver chiesto alle autorità per la protezione dei dati in Germania e Spagna di esaminare la legalità dei codici di monitoraggio di Apple.

I codici, noti come IDFA o Identifier for Advertisers, sono simili ai cookie che i siti Web utilizzano per memorizzare informazioni sul comportamento degli utenti.

NOYB afferma che il sistema operativo iOS crea codici univoci per ogni iPhone che consentono ad Apple e ad altre terze parti di “identificare gli utenti attraverso le applicazioni e persino connettersi online e il comportamento mobile”.

Il gruppo sostiene che ciò equivale a tracciare senza la conoscenza o il consenso degli utenti, una pratica vietata dalle norme sulla privacy elettronica dell’Unione europea.