Gli acquisti online in Italia valgono 30,6 miliardi di euro. In leggero calo rispetto al 2019 ma sempre in grande spolvero.

Mi sono attardata a scrivere ma in realtà la bellezza di avere un format personale sta proprio in questo: farlo diventare un po’ quello che ci piace. Durante la settimana leggo alcune notizie che mi colpiscono e mi piacerebbe condividerle. Sono partita da qui, dalla mia curiosità. Ecco quanto passa sotto ai miei occhiali.

  • Un rapporto di Bloomberg indica che Google è nelle prime fasi della trasformazione di YouTube in un sito di shopping. Una notizia che ho letto in giro e che francamente ci aspettavamo, bastava fare una semplice ricerca per capire che il social delle immagini continuava a proporti prodotti. Infatti YouTube è già una sorta di destinazione per gli acquisti, poichè il 55% dei consumatori utilizza i video per prendere decisioni di acquisto.
  • Nel 2020 gli acquisti online in Italia valgono 30,6 miliardi di euro in calo del 3% rispetto al 2019 e questo a causa della pandemia e del conseguente lockdown che hanno creato uno dei cambiamenti più profondi e radicali del retail degli ultimi dieci anni. Guardando ai prodotti, i settori che crescono con un tasso sostenuto nel 2020 sono l’Informatica ed elettronica di consumo che vale online 6,2 miliardi di euro (+20%), seguita dall’Abbigliamento 3,9 miliardi (+22%) e dall’Editoria 1,2 miliardi (+18%). Ritmi di crescita molto più alti sono stati registrati per comparti emergenti come gli alimentari Food&Grocery che genera 2,7 miliardi di euro (+70% rispetto al 2019) e l’Arredamento e home living con i suoi 2,4 miliardi (+32%). (Alessandra Capparello/ wallstreetitalia.it).
  • Secondo un sondaggio POLITICO / Morning Consult la generazione Z è una delle fonti della disinformazione online. Le abitudini della Gen Z spesso si spostano verso Instagram e TikTok, piattaforme di foto e video in cui le origini delle informazioni possono essere facilmente offuscate. YouTube e Instagram sono state classificate come la nuova fonte d’informazione quotidiana tra una pluralità di Gen Z rispetto ai media basati su testo come Reddit o giornali.
  • Per chiudere:
    • le Filippine hanno iniziato a registrare i cittadini per un nuovo sistema di identificazione nazionale che include l’archiviazione di dati biometrici. Nonostante le ovvie preoccupazioni per la privacy, il 73% dei cittadini sostiene il sistema. (Jun Endo / Nikkei Asia ). Un trend altissimo.

Ancora una cosa

L’amministratore delegato di Telegram, Pavel Durov, ha scritto di una controversia che penso sia sintetizzata abbastanza come segue: i manifestanti pro-democrazia in Bielorussia hanno utilizzato Telegram (tra molti altri scopi, ovviamente) per pubblicare informazioni su coloro che hanno frodato le recenti elezioni del presidente Aleksandr Lukashenko. Apple ha chiesto a Telegram di eliminare alcuni post sulla base del fatto che i post rivelavano informazioni personali contrarie alle regole dell’App Store per i “contenuti generati dagli utenti”. (daringfireball.com)