Il Doom Surfing è una vera patologia, il continuo controllo delle notizie ci rende depressi soprattutto in questo periodo di pandemia da Covid

Ipnotizzati dal doom surfing, paura dei contagi, paura del ritorno del Covid – se mai fosse andato via – eccoci qua in piena estate a domandarci se mai riusciremo a lasciarci alle spalle tutto.

Come conseguenza a questa paura abbiamo cominciato a controllare compulsivamente le notizie e magari commentandone qualcuna con astio. È una patologia che gli esperti classificano con il nome di Doom Surfing. Letteralmente passiamo il tempo a surfare sui social alla ricerca di notizie che ci rendano ancora più tristi. Il New York Times lo ha definito come un esercizio masochistico. Certamente è un esercizio malsano, esistono dei modi migliori per resistere durante questa pandemia. Ad esempio accantoniamo certe abitudini e diamo solo dieci minuti al giorno allo scrolling, impariamo a regolare la nostra esposizione a notizie stressanti così non sentirci sopraffatti. In particolare regoliamo la nostra presenza sui social. Come fare? Esistono alcuni metodi.

Il primo è l’auto controllo, se riusciamo a stare lontani dal circuito delle notizie negative grazie alla nostra disciplina siamo sulla buona strada. Per i meno disciplinati esistono i controlli sullo smartphone, si parte dal Benessere digitale per Android al tempo di utilizzo per iOS. In questa maniera riusciremmo a gestire il doom scrolling senza incappare nell’abbraccio mortale dei feed. Negli ultimi mesi la nostra permanenza davanti allo schermo è aumentata del 50%. Non è un bene. Soprattutto se pensiamo che lo facciamo per cercare notizie poco piacevoli per il nostro benessere.

Le alternative

Sono diverse e tutte ci invitano a fare meno uso dei device elettronici e abbandonare queste sabbie mobili emotive. Per evitare l’effetto criceto che gira sempre intorno alla propria ruota gli esperti ci invitano a creare un vero piano di consumo come faremmo per una dieta. Un calendario appropriato per dare il giusto spazio alla nostra sete di sapere. Nel tempo restante che fare? Sostituiamo le abitudini. Se prima nella pausa pranzo guardavamo Facebook oggi guardiamoci una serie tv o un film. Meditiamo, ricordandoci di ringraziare per quello che abbiamo. Possiamo decidere di fare una passeggiata oppure venti minuti di cyclette.