La violazione della privacy è tra le accuse mosse da una class action negli Stati Uniti. I querelanti parlano di scenari orwelliani.

Google è stato citato negli Stati Uniti per violazione della privacy tramite l’utilizzo di app terze. Le accuse che sono state mosse sono abbastanza pesanti, secondo i querelanti i controlli effettuati sulla privacy sono fittizi,  un modo per raccogliere illegalmente notizie sull’utente. 

Queste le accuse mosse:

1) Violazioni Federali Wiretap, 

2) Invasione Delle Violazioni Dell’atto Sulla Privacy, 

3) Invasione Della Privacy;

4) Accesso Ai Dati Del Computer Completo E Atto Di Frode,

I querelanti sono convinti che

“Google intercetta, traccia, raccoglie e vende la cronologia di navigazione delle app mobili e i dati di attività dei consumatori indipendentemente da quali garanzie o impostazioni sulla privacy i consumatori utilizzino.”

Come ci riuscirebbe? L’accusa sostiene che grazie al SDK Firebase di Google, il kit per lo sviluppo software per le applicazioni terze, intercetterebbe le attività che normalmente ogni utente fa ogni giorno come siti visitati, hobby e viaggi. Sdk Firebase è obbligatorio per essere inseriti nel negozio Google (Google Play) e Analytics. 

Ecco cosa si legge nella relazione d’accusa

“Le pratiche di Google violano la privacy dei consumatori; ingannano intenzionalmente i consumatori; in questa maniera si da a Google e ai suoi dipendenti il ​​potere di apprendere dettagli intimi sulla vita, gli interessi e l’utilizzo delle app; questo fa diventare  Google un potenziale obiettivo per lo “sportello unico” da parte di qualsiasi attore governativo, privato o criminale che vuole minare la privacy, la sicurezza o la libertà delle persone “.

Il problema privacy sempre al centro e con lui quello dei dati. In Europa Google è stato sanzionato per alcune sue manchevolezze su questo delicato argomento. Sappiamo quanto la UE ci tenga, i suoi provvedimenti hanno fatto scuola ma i grandi del mondo tech continuano a macinare profitti sulla vendita dei dati personali. Se quanto detto in precedenza dai querelanti fosse vero probabilmente molte cose cambieranno per Google. Hanno dipinto scenari Orwelliani su tracciamento e violazioni, se tutto ciò avesse un fondamento dovremmo seriamente interrogarci sulla strada da prendere e sulla reale funzione che i giganti della tecnologia hanno.

fonte: https://www.searchenginejournal.com/