Lavorare da casa ha i suoi vantaggi ma anche diversi svantaggi. Nell’epoca del Covid- 19 ci siamo trovati ad essere dei pionieri e a dare consigli agli amici

Siamo passati dal lavoro da casa a lavorare ovunque. Sulla spinta della pandemia da Covid molti argomenti inusuali hanno avuto una profonda accelerata e tra questi anche il lavoro domestico che per gli americani è diventato WFA, acronimo di work for anywhere, lavorare ovunque non necessariamente in casa. Chi di noi lo ha sempre fatto ha cominciato a dispensare consigli ad amici e parenti come se dovessero intraprendere la traversata del deserto dei Gobi.   

Lavorare da casa nel settore tech 

Nel settore tecnologico lavorare da casa è quasi una consuetudine. Basta vedere i programmatori, gli youtuber, gli esperti SEO che raramente si spostano dalla loro dimora. Oggi però anche qui il concetto si è evoluto a causa della pandemia che stiamo vivendo. Non è tutto un Eldorado – inutile negarlo – giorni di linea sovraccarica che rallentano il lavoro, bambini per casa urlanti che non consentono la giusta concentrazione, possono essere solo alcune delle cause della quotidiana frustrazione lavorativa. Per questo l’evoluzione di lavorare un po’ ovunque mi sembra essere la soluzione più ovvia. 

In cosa investiranno le aziende: 

La flessibilità lavorativa porterà le aziende ad acquistare per ogni dipendente un computer, degli accessi con delle linee internet dedicate. In altri casi abbonamenti in alcune strutture di coworking. 

Quanto risparmiano le aziende: 

Anche gli uffici sono cambiati. Difficilmente vedremo ormai delle singole stanze occupate da una persona, sono già diventati dei grandi open space. Così facendo i costi sono diminuiti notevolmente. 

Twitter è stata tra i primi colossi del tech a voler incentivare questa pratica

Abbiamo consentito alle persone di lavorare da casa data la nostra idea sul decentramento e quella di  sostenere una forza lavoro distribuita in grado di lavorare da qualsiasi luogo. Gli ultimi mesi hanno dimostrato di poter farlo funzionare. Quindi, se i nostri dipendenti sono in un ruolo e una situazione che permette loro di lavorare da casa e vogliono continuare a farlo per sempre, faremo in modo che accada. In caso contrario, i nostri uffici saranno il loro posto caldo e accogliente, con alcune precauzioni aggiuntive, quando riterremo sicuro tornare.

CEO Twitter  Jack Dorsey

Cosa fanno gli altri colossi tech

Hanno seguito a ruota Twitter sia Facebook che Google. Sempre da Twitter fanno sapere che il lavoro in ufficio riprenderà a settembre per chi lo vorrà, altrimenti si stanno studiando delle soluzioni alternative. Rimandati a settembre anche viaggi aziendali eventi dirottati tutti sul web. 

Il lavoro da casa in Italia 

Nel 2019 il 78% dei grandi studi, il 75% di quelli di medie dimensioni, il 65% dei piccoli e il 55% dei micro studi adotta iniziative strutturate o informali di lavoro agile. Quasi tutti gli studi garantiscono orari di lavoro flessibili ai propri professionisti (oltre l’80% in tutte le dimensioni). I grandi studi sono molto attrezzati anche in termini di tecnologie per lavorare in mobilità (88%), flessibilità di luogo di lavoro (il 97% permette di lavorare da casa, il 69% da altri luoghi), organizzazione del lavoro per obiettivi (69%) e ripensamento degli spazi (44%), mentre le piccole e micro realtà – a maggior ragione in questa situazione di emergenza – appaiono in difficoltà perché mediamente più arretrate nell’adozione di prassi lavorative e strumenti in grado di garantire maggiore flessibilità operativa. Gli studi multidisciplinari sono i più evoluti, con il 67% che ha avviato progetti strutturati o informali di smart working, seguiti da avvocati (62%), commercialisti (60%) e consulenti del lavoro (51%). 

Pro e contro del lavoro da casa: 

In questi giorni i sindacati in Italia stanno discutendo a lungo del diritto alla disconnessione. Lavorare da casa comporta alcuni lati negativi, tra i quali, appunto, essere sempre al lavoro. Creare una distinzione netta è fondamentale altrimenti si rischia di essere costantemente collegati alla propria postazione. Rimane comunque la comodità di poter gestire al meglio tempo e impegni sia personali che lavorativi. 

Consigli utili

  • un numero di telefono privato e uno lavorativo. Oggi buona parte degli smartphone danno la possibilità di inserire due sim. 
  • la mail di lavoro da chiudere in certi orari del giorno 
  • un portatile facile da gestire ovunque 
  • una buona dose di pazienza 

Crediti: Avvenire, Techrunch